Democrazia e verità: un rapporto possibile?

Il filosofo tedesco Julian Nida-Rumelin, già ministro della cultura nel suo paese, ha recentemente rilasciato (al quotidiano Avvenire, lo scorso 25 settembre 2019) un’intervista dedicata al binomio democrazia/libertà.

Le sue parole sono allarmanti: oramai, la politica internazionale livella ogni tipo di idea, rendendola pari ad un’altra, anche se ha caratteristiche e contenuti opposti. La qualità del dibattito pubblico si abbassa così pericolosamente, facendo apparire l’incompetenza e la superficialità simili alla preparazione e all’approfondimento critico.

Di questo, hanno colpa anche i social media: strumenti di diffusione delle idee che hanno la caratteristica positiva di essere immediati, ramificati e coinvolgenti, ma anche il limite di banalizzare i contenuti che veicolano.

Altro problema decisivo per la libertà personale sarà, nei prossimi anni, affidare il controllo delle reti web e delle infrastrutture ad esse annesse agli organismi nazionali e transnazionali (come l’Unione Europea), sottraendolo ai cinque giganti di internet, che sono interessati solo a vendere prodotti di massa o a promuovere modelli di pensiero a loro supini.

Stella Pazè (VB) ha discusso il problema: ecco la sua argomentazione.

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