Il tardo Settecento e il tramonto degli ideali dell’Illuminismo (1730-1790 ca.)

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Durante tutto il XVIII secolo, la letteratura e il teatro europeo privilegiarono due generi: il romanzo, il teatro e, dal punto di vista dell’unione con la musica, il melodramma. Tutti e tre i generi affondano le loro radici in una ricerca di pragmatismo, di concretezza, di ricerca della realtà all’interno delle creazioni artistiche.

Il romanzo nel corso del Settecento

Il romanzo è forse la vera novità culturale dell’età dell’Illuminismo. Esso rinasce principalmente in Inghilterra e in Francia con lo scopo di ritrarre la vita quotidiana del ceto borghese. I suoi autori fanno ciò mostrando i sentimenti e i costumi di chi deve costruire la propria vita giorno dopo giorno, con il sudore della fronte, ed esaltando le capacità mentali degli uomini che riescono a “farsi da soli” (self made men), rispetto alla pigrizia e all’incapacità che sono sovente le compagne predilette della vita degli aristocratici di quel periodo.

Oltre ai romanzi di avventura (come Robinson Crusoe del 1719, scritto da Daniel Defoe), gli inglesi prediligono in modo particolare i romanzi fantastici che contengono però una certa satira della società in cui vivono: è il caso de I viaggi di Gulliver di Jonathan Swift (pubblicato nel 1726).

In Francia, invece, il romanzo non si compila senza la luce della Ragione illuminista. Il romanzo filosofico unisce lo scherzo, il divertimento, l’ironia alla riflessione sul mondo che ci circonda. Con un linguaggio molto vivace, Voltaire critica le ristrettezze mentali della sua epoca con i romanzi filosofici Candido (1759) e Zadig. Il letterato, che sarà anche perseguitato a livello politico per aver espresso queste idee, combatte ogni tipo di religione rivelata che non sia accettabile dalla ragione (la sua posizione è definita teista) e ogni tipo di superstizione e intolleranza verso le idee del prossimo.

Altre tipologie di romanzi che prendono alquanto piede nel corso del secondo Settecento sono quelli Gotici (che contengono riferimenti a fantasmi, spiriti e a tutto ciò che è al di là del mondo visibile: esempio è Il castello di Otranto di Horace Walpole), quelli epistolari (in cui due o più personaggi si scrivono lettere descrivendo i principali avvenimenti che mettono a repentaglio la loro tranquillità interiore, come l’amore non corrisposto o la perdita della propria patria: esempi di questo tipo di romanzo sono la Nouvelle Eloise di Rousseau, I dolori del giovane Werther di Goethe, fino a Le ultime lettere di Jacopo Ortis di Foscolo) e quelli erotici (dedicati alla descrizione della vita amorosa di giovani appartenenti ai ceti sociali benestanti: esempio di questo tipo di romanzi è Justine o le disavventure della virtù del Marchese de Sade o Le relazioni pericolose di Pierre Laclos).

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