Letture di Storia: 3- Il governo Crispi (1887-1896)

Crispi, l’uomo che per quasi un decennio (1887-1896) avrebbe dominato con la sua forte personalità la scena politica italiana, incarnava con la sua evoluzione politica la trasformazione di molti democratici repubblicani in nazionalisti monarchici.

[…] Crispi divenne un acceso fautore della politica condotta con energia e decisione […], un nazionalista ardente desideroso di accreditare il volto militare della nazione, un colonialista convito che l’Italia dovesse imporsi in Africa, un conservatore che vedeva nei Socialisti i più pericolosi nemici interni e considerava i conflitti sociali degli operai e dei contadini attentanti alla legalità, all’unità e alla saldezza del Paese […] In politica interna, Crispi ispirò la sua azione a criteri che […] rispondevano a esigenze di modernizzazione: […] si adoperò per rafforzare ulteriormente il potere esecutivo. I poteri della presidenza del Consiglio sui ministri furono accresciuti. Nel  dicembre 1888 vennero votate una legge di riforma della sanità pubblica; una che sanciva la libertà di emigrare; e una che allargava la base elettorale delle amministrazioni locali […] Nel 1889 venne varato un nuovo codice penale […] che abolì la pena di morte.

Dal 1893 emerse ancora una volta come le ambizioni colonialistiche dell’Italia fossero viziate dalla sproporzione fra i mezzi che il Paese era in grado di mettere in campo e i fini di un imperialismo che in Crispi era sorretto dal velleitarismo ideologico di matrice nazionalistica. […] Il 3 dicembre 1895 un contingente italiano in Etiopia […] subì una sanguinosa sconfitta sull’Amba Alagi ]…] Il 1 marzo 1896 le forze del generale italiano Baratieri ammontanti a 16000 uomini si scontrarono con 70000 abissini presso Adua e vennero sbaragliate. […] Crispi rassegnò le dimissioni. (da Massimo L. Salvadori, Storia d’Italia, Torino, Einaudi, 2018)

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