L’ipocrisia di Fiorella Deambrogio

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Dopo il concorso scolastico, continuiamo a pubblicare le opere dei vincitori del concorso letteraio scolastico 2018-19. Qui di seguito, il lavoro di Fiorella Deambrogio, terza classificata. Buona lettura!

Una delle riflessioni più ricorrenti della nostra civiltà, cosiddetta occidentale, riguarda l’ipocrisia. Una domanda che tenta di individuare e comprendere questo concetto è: “Che cos’è dunque l’ipocrisia?”. La parola deriva dal greco e letteralmente significa “fingere”. Tuttavia nel linguaggio comune assume toni più negativi. Dare dell’ipocrita a qualcuno ha un significato estremamente negativo. Il concetto si collega bene alla necessità di finzione e di perbenismo che caratterizza una gran parte della nostra civiltà. E’ facile, a parole, sostenere di non essere razzisti, omofobi o di non discriminare quella parte di individui considerata “diversa”. Nella realtà sono poche le persone che si mostrano per ciò che sono veramente e che hanno il coraggio di dire ciò che pensano, soprattutto su argomenti delicati. Ho sentito mamme dire di non essere discriminanti e poi impedire ai loro figli di frequentare bambini di etnie diverse… Ecco l’ipocrisia che si presenta nella vita quotidiana. Nessuno è mai sincero fino in fondo: siamo dunque tutti ipocriti? Io non credo. Credo piuttosto che sia necessario distinguere tra il non essere completamente sinceri (e cioè fingere per non ferire) e fingere per apparire o per ottenere qualcosa. Nel primo caso la finzione non è ipocrisia o meglio non assume un significato negativo mentre nel secondo caso si. L’ipocrisia viene spesso usata perché le persone vogliono mostrarsi diverse da ciò che sono e vogliono nascondere le proprie paure. Tutta questa falsità è ora facilitata dall’era in cui viviamo, l’era dei social, luoghi virtuali dove ognuno si costruisce un’identità a proprio piacimento senza preoccuparsi che questa corrisponda alla realtà. Perciò è molto facile avere a che fare con persone completamente diverse da ciò che pensiamo. L’ipocrisia è quella che fa promettere e non mantenere la parola data, come nella politica, dove personaggi importanti di questo “mondo” si mostrano preoccupati per la situazione economica del proprio paese e di molte famiglie povere ma non rinunciano ai loro privilegi e ai loro ricchi stipendi. L’ipocrisia gioca dunque un ruolo importante nella nostra società dove, infatti, l’apparenza è purtroppo fondamentale per la maggior parte delle persone. È molto più semplice parlare bene e dire ciò che la gente vuole sentirsi dire che affrontare la realtà e i giudizi degli altri. C’è anche da dire che può essere considerato ipocrita anche chi “riceve” l’ipocrisia, perché, per comodità e pur sapendo di stare ascoltando delle bugie, si convince che siano la realtà. Purtroppo nella società di oggi, dove tutti portano delle maschere, non è facile distinguere la verità dalla menzogna, ma io personalmente preferisco non indossarle anche se a volte questo mi fa sentire diversa ed esclusa. Meglio diversa ma coerente con me stessa.

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