L’ipocrisia

Tempo di lettura: 2 minuti

Pubblichiamo qui di seguito uno dei testi premiati al recente concorso letterario di istituto. E’ la riflessione di Angelica Melissari (II F) sull’ipocrisia.

L’ipocrisia è uno dei comportamenti più pericolosi e nocivi nei quali è possibile imbattersi nella vita quotidiana.

L’ipocrita nasconde senza tregua se stesso, i propri sentimenti, cercando di apparire quello che non è. Egli è “falso e cortese”, cova a lungo il veleno nel suo cuore, veleno che all’occasione non mancherà di “sputare” contro il povero malcapitato che si fida di lui.

Una persona che assume tale comportamento si riconosce nelle piccole cose: come ti dà la mano, come si comporta quando c’è da pagare il conto al ristorante, come critica qualcuno alle spalle e poi lo elogia quando ce l’ha di fronte.

Bisogna guardare come un uomo tratta il suo dipendente o la donna delle pulizie o il cameriere: allora si capisce come tratterà sua moglie, i suoi figli e in generale che tipo di individuo sia.

Nelle grandi cose ci si maschera facilmente, nelle piccole, dove si pensa di non essere visti, è lì che ci si tradisce.

Ci sono ipocriti un po’ di tutti i tipi: i manipolatori, gli ipercomprensivi e i falsi modesti, quelli che giudicano i difetti altrui (che in realtà hanno loro per primi) e poi tutti quelli che “insinuano”, che vedono nel successo altrui motivo di sospetto. Non accettano di vedere qualcuno che pensi a sé, che non ha interesse ad avere per forza tanti like su Instagram perchè si sente ricco di sé.

È proprio questo che rende le persone ipocrite infelici, non gli eventi esterni e le difficoltà quotidiane, ma l’interessamento alla vita altrui perché la propria viene vista attraverso la finzione.

Gli ipocriti fingono per essere accettati, per avere vantaggi. Dovrebbero invece smettere di essere abituati a ciò, di odiare chi non si “allinea al branco”, Chi non è autentico, non è soddisfatto della propria vita, è insicuro e inaffidabile, perché spesso il suo comportamento è caratterizzato da prese di posizione incoerenti e talvolta illogiche. Non sa riconoscere le proprie emozioni, non riesce a decodificarle e, di conseguenza, non sa gestirle.

In conclusione, ritengo che l’essere trasparenti sia la strada da preferire nella maggior parte dei casi. Ma vista la varietà e molteplicità delle situazioni, talvolta penso che si possa agire per mezzo di una bugia, ma solo se a fin di bene. Perché ciò che è fondamentale è conoscere i rischi a cui potremmo andare incontro e, nonostante questi, essere sicuri di riuscire a non ferire gli altri senza confondere la “maschera” che abbiamo indossato con il nostro vero volto.

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  1. Roberto Bianchi
    | Rispondi

    Che brava! Angelica, mi spaventi. Ora temo il tuo giudizio.
    Ho la fortuna di averti come studentessa e posso dirti che tu non sei ipocrita, almeno per come vivi le ore di lezione. Parli poco e agisci molto. Per mia esperienza le persone consistenti non hanno tempo per l’ipocrisia.
    Però come giustamente osservi. noi umani siamo afflitti da difetti, perciò anche le persone più corrette a volte fanno degli sbagli.
    Speriamo solo che chi subisce i nostri errori sia pronto a perdonarci, sempre che questi errori non siano l’abitudine.
    Brava!

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