Ma cosa ci manca?

pubblicato in: Community | 0
Tempo di lettura: 2 minuti

Pubblico un collegamento ad un articolo che descrive il lavoro digitale fatto dall’istituto “E. Terrana” di Ardore (RC).
Una semplice riflessione per cercare di capire perché in altri istituti le esperienze di didattica digitale si muovono e prendono il largo, mentre la nostra Community Prever è sempre ben ancorata al molo.

Eppure i lavori di didattica digitale si possono fare. Anzi il nostro è uno strumento decisamente più evoluto e ricco di possibilità di quanto non sia una piattaforma costruita con altre risorse.
Un esempio, la Community:
– è un multisito. Questo significa che tutti, insegnanti, studenti, personale e famiglie potrebbero avere un sito o un blog personale;
– è un social network con la possibilità di interazione tra docenti, studenti e famiglie.

Alcune domande

  1. Quali tra le esperienze digitali citate nell’articolo de “larivieraonline“, svolte all’Istituto “Terrana”, flipped classroom, CLIL, e-learning (studio a distanza), non possono essere fatte anche nel nostro?
  2. È forse colpa dello strumento, troppo rigido?
  3. Troppo difficile?

Alcune risposte

A queste domande la risposta è una. No.
Non ci sono limitazioni nei lavori che possono essere svolti.
Lo strumento è flessibile, consente di operare in modo autonomo, o in gruppi grandi o piccoli, permette di creare lavori che solo le conoscenze personali relative alle potenzialità dello strumento possono limitare. Ma le possibilità, le idee, si capiscono con l’uso.
Difficile? Per niente, per essere operativi sono sufficienti poche ore, basta pensare che gli studenti imparano a pubblicare nell’arco di qualche ora. E non è una questione di essere “nativi digitali” che ormai è risaputo essere una definizione più sui comportamenti e non di competenze.

Certo se poi si vuole usare il mezzo in modo più completo, si devono affinare le azioni.

La sicurezza online potrebbe essere un problema? Forse si. Ma la sicurezza online è soprattutto una questione di comportamenti, e questi vanno insegnati ed appresi. Comunque la Community è uno strumento in cui sono presenti dispositivi per renderla un luogo sicuro.

Viste queste poche considerazioni, mi viene spontaneo chiedere: perché la Community non parte?
Perché l’idea iniziale di creare un giornale online gestito dagli studenti non è mai decollata?
Come mai studenti che iniziano a pubblicare e sembrano soddisfatti, quando cambiano classe non pubblicano più?

Sarebbe interessante sapere cosa ne pensi e puoi farlo attraverso il modulo dei commenti.

Seguici su:
error

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *