La leggenda del pianista sull’oceano…

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… ovvero, Novecento!

Come premesso nel commento all’articolo del collega Paolo Cavallo, eccomi a fare una sorta di musical del ‘900 italiano. I fatti lì esposti verranno collegati a brani di artisti che attraverso la musica hanno voluto ripercorrere quegli avvenimenti. Questi artisti, che una volta venivano chiamati cantastorie, o cantacronache spesso sono autori politicamente schierati, dei partigiani, persone cioè che hanno scelto di parteggiare e, in una separazione Gramsciana, si oppongono agli indifferenti di cui purtroppo pullula la società.

Introduce il tema (tanto per rimanere in ambito musicale con questa citazione de “I giganti”) la canzone 900 de “La casa del vento” che ci da un breve riassunto di questo che viene definito proprio il secolo breve 😉

In particolare l’articolo di Paolo si è soffermato sulla seconda metà del secolo, a partire dall’armistizio di Cassibile e qui due canzoni mi vengono in mente, la prima è liberamente ispirata al romanzo di Italo Calvino “Il sentiero dei nidi di ragno” mentre la seconda è una canzone che ci parla di Badoglio, il maresciallo d’Italia, nominato al posto di Mussolini ma criticato di aver spartito con questi diversi affari

Mentre, almeno nel mio repertorio musicale, non sono presenti canzoni che descrivono la tensione della guerra fredda, l’episodio delle elezioni del 18 aprile 1948, che vide la Democrazia Cristiana uscire vincitrice, è oggetto di un componimento musicale di qualche anno successivo che alcuni gruppi, come i Disciplinata, hanno riadattato al loro stile, la canzone è “Vi ricordate quel 18 aprile” .
La struttura Gladio, ha invece ispirato il nome di una band, i “Radio gladio” tra i cui pezzi ho particolarmente apprezzato “La vendetta del mulino bianco“.
  Negli anni a Cavallo (altra citazione ma questa non voluta) tra il ’50 e il ’60 sono numerosi i moti di protesta popolare e spesso le proteste vengono contrastate con una vera e propria opera di repressione e così il 7 luglio del 1960 nel corso di una manifestazione sindacale cinque operai reggiani vengono uccisi dalle forze dell’ordine, a loro Fausto Amodei, uno dei componenti del gruppo dei cantacronache, dedica uno dei pezzi più belli e toccanti, “Per i morti di reggio Emilia“.
Arrivando ora alla stagione delle stragi ci sono alcuni pezzi che per la mia formazione storica, che si era fermata alla seconda guerra mondiale, sono stati una scoperta e mi hanno stimolato a cercare informazioni, a documentarmi su fatti così terribili e a noi così vicini nel tempo.

Per questa strage furono accusati Pietro Valpreda e Giuseppe Pinelli che misteriosamente cadde dalla finestra del commissariato di Milano, e a cui è stata dedicata questa bellissima ballata che ho deciso di postare nella versione di Claudio Lolli, grande cantautore italiano

Il culmine di questo periodo, come scritto nel pezzo che è un po’ lo scheletro di questo articolo si è avuto con il sequestro e la successiva uccisione di Aldo Moro In questo caso la canzone riguarda solo in modo marginale questo fatto di cronaca ma descrive un altro delitto che avvenne lo stesso giorno del ritrovamento del corpo di Aldo Moro, anzi nella notte tra l’8 e il 9 maggio, quello di Peppino Impastato, un giovane che, con la sua radio libera, denunciava la condizione di sudditanza nei confronti del boss mafioso del paese, Gaetano Badalamenti, in cui viveva la piccola Cinisi, cittadina in provincia di Palermo. La canzone è “I cento passi” e il titolo è ispirato all’omonimo film con un grandissimo Luigi Lo Cascio.
Così come l’articolo è cominciato con un piccolo riassunto musicale vorrei chiuderlo con una canzone che descrive molto bene quanto esposto nella parte finale dell’articolo sul secondo novecento, mi scuso se è nuovamente una canzone dei Modena City Ramblers, ma non a caso sono il mio gruppo preferito. La canzone è quarant’anni ed è una feroce critica alla DC, al partitolo socialista, in particolare quello craxiano, e soprattutto al sostegno che questi partiti hanno avuto dagli Stati Uniti, nella canzone questo viene esplicitato nella frase “ho venduto il mio didietro ad un amico americano…”

Lo stile è quello molto irish del primo album.
Essendomi ispirato ad un articolo molto lungo e dettagliato ho finito per essere prolisso anche io, spero di essere riuscito a mantenere attiva la vostra attenzione fino alla fine.
Grazie
Hasta pronto!
GM

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  1. Roberto Bianchi
    | Rispondi

    Bravo Jepu.
    Momenti di storia ricordati da canzoni socialmente impegnate, come si diceva una volta.

    Se invece penso a quale colonna sonora è legato il tragico avvenimento dei giorni scorsi, posso solo pensare in quale incredibile sconfitta educativa e culturale sia finita la nostra società.

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