La caffeina è un alcoloide solubile di colore bianco e dal gusto amaro. La 1,3,7 Trimetilxantina, il suo nome scientifico, è il principio attivo di alcune bevande quali:

  • caffè,
  • cacao (teobromina),
  • tè (teofillina), il tè verde ha meno caffeina del tè nero,
  • alcune piante quali, yerba mate e guaranà, e in tutte le bevande da queste derivate,
  • bibite a base cola e negli energy drinks.

La caffeina è un insetticida naturale che le piante usano per difendersi dagli insetti. Per noi umani la caffeina non è un pericolo, per essere mortale dovremmo bere dalle 80 alle 100 tazze di caffè in un tempo molto breve, circa 4 ore. Probabilmente non si arriva neanche a contarle tutte quelle tazze perché, prima di raggiungere quella dose la tazzina ci sfuggirebbe dalle dita per la troppo tensione causata dall’eccesso di caffeina.

La caffeina agisce sul sistema nervoso centrale e sull’apparato cardivascolare. L’effetto della caffeina ha un ciclo che può variare da persona a persona e tra uomo e donna. Di solito la sua emivita è di 2,5 – 4-5 ore nell’adulto, ma può arrivare anche alle 8 – 12 ore per i più sensisbili. Per questo per chi non vuole passare la notte con gli occhi sbarrati, chiedendosi “perché non dormo”, è consigliabile studiarsi un po’ e capire quando è l’ora di bere l’ultimo caffè della giornata. Se consumata in dosi importanti, il corpo si abitua, causando un effetto di assuefazione e la sua capacità eccitante, viene meno.

Le donne in gravidanza devono ridurre il consumo di caffè, visto che la caffeina è presente nel latte materno e il feto e il neonato non hanno ancora la capacità di smaltirla in modo efficace.

Deccaffeinizzazione

La caffeina, proprio perché solubile può essere eliminata dal caffè e anche dalle altre piante che la contengono. Il processo di caffeinizzazione è poco oneroso e non dannoso per la salute.

Il caffè prima della tostatura, viene inumidito con bagni di vapore, quindi è messo in contatto con l’anidride carbonica, questa, per mezzo dell’innalzamento della temperatura e della pressione, raggiunge uno stato semi liquido chiamato “supercritico”. La CO2 agisce da solvente per la caffeina estraendola dai chicchi. Dopo l’evaporazione del solvente, la caffeina viene purificata e rivenduta.

Il caffè decaffeinato ha circa lo 0,1% di caffeina, mentre quello non deccaffeinato ha circa l’1,5 – 2%. La qualità arabica contiene meno caffeina della qualità Robusta, circa l’1,7% contro il 2 – 4% della robusta ed esiste una qualità prodotta in Camerun, la Coffea Charreriana che dà caffè senza caffeina.

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