TESTO CREATIVO nell’ambito della DAD :”Coraggio”

Ho il piacere di presentare i testi di alcuni alunni delle seconde, elaborati nell’ambito di una attività da me proposta di Didattica a Distanza, basata sulla tecnica delle parole “evocative”, La tecnica parte dalla scelta spontanea di parole, stimolate da un video proposto; parole che evocano ricordi, pensieri; parole, che danno pace, o magari il contrario; che sentiamo risuonare dentro e sentiamo che di queste possiamo dire molto. Quelle parole che in particolari momenti della vita sono quelle che ci risuonano di più dentro, che magari ci fanno compagnia, o anche recano paura o timore. Ma sono parole importanti, se le abbiamo scelte, perché forse stiamo vivendo un momento in cui ne abbiamo bisogno, ed è utile riuscire a comprendere quali sono: per crescere, per capire di più e scoprire qualcosa di nuovo di noi stessi e del nostro cammino. Sono, in sostanza, la scoperta di qualcosa di noi. E la consapevolezza della scoperta non può che essere cosa buona e positiva.

Il primo testo proposto è di Paolo Peiretti, 2A.

Buona Lettura!!!

Il coraggio è la forza d’animo che permette di affrontare situazioni difficili mantenendo comunque i principi e i comportamenti educati e civili.

Il coraggio è una parte importante del nostro carattere: chi ne ha di più, e chi meno; ma è comunque sempre, una dote fondamentale nella vita di tutti i giorni. Il coraggio è quindi una caratteristica positiva, poiché ci aiuta a prendere decisioni difficili e ci spinge fuori dalla nostra zona comfort. Il coraggio è considerato da tanti un semplice pregio di cui vantarsi, quando in realtà è un pregio da “regalare” e mettere a disposizioni di chi ne ha meno. Essere coraggiosi ci permette, inoltre, di vivere esperienze che possono essere d’aiuto per noi stessi.

E’ una caratteristica che, senza accorgercene, abbiamo sin da piccoli: il coraggio di aprire gli occhi e presentarsi al mondo appena nati; il coraggio che, insieme alla curiosità, ci fa scoprire la vita e i posti che ci circondano e in cui viviamo.

Alcune volte ci viene spontaneo l’essere coraggiosi, altre volte vogliamo esserlo, nonostante la paura di sbagliare.

A me è successo tante volte di voler essere coraggioso, anche se la paura, di eventuali conseguenze, era tanta. Questo coraggio l’ho tirato fuori perché la vita è una sola, per cui ho pensato che se non ci avessi mai provato, non avrei mai scoperto qualcosa di importante. 

Molti aspetti, da quelli meno importanti a quelli fondamentali, mi hanno fatto capire l’importanza del coraggio, come quando da più piccoli ci si innamorava di una ragazzina e si trovava il coraggio di chiederle di fidanzarsi; oppure quando, da adolescenti, a scuola specialmente, troviamo il coraggio di scegliere la via da intraprendere e capire cosa vogliamo diventare da grandi, quando il coraggio ci servirà per poi per diventare padri o madri, mariti o mogli. Perché il coraggio, come la paura, ci accompagneranno per tutta la vita, nel bene e nel male.

Il coraggio di sollevarsi quando tutto va male, quando si passa un periodo no, la forza e il coraggio che ci permettono di superare questo periodo, a testa alta, con la consapevolezza che ce la si può fare.

Il coraggio è anche quello di rimanere se stessi, senza e essere influenzati dalle altre persone e, se necessario, cambiare, cambiare per se stessi. A me è capitato tante volte di non essere me stesso per non essere giudicato dagli altri, ma con la riflessione e soprattutto il coraggio, sono tornato e rimasto me stesso, pur essendo consapevole di alcuni difetti del mio carattere. 

Il coraggio di salvare la vita ad altre persone, mettendo a rischio la propria, come gli infermieri e i vigili del fuoco.

Il coraggio di tornare a scuola in una classe che non rispetta il tuo lavoro, come fanno gli insegnanti.

Ma soprattutto, il coraggio dei genitori, che ci aiutano ogni giorno e mettono la nostra vita in primo posto.

Ma in fondo, il coraggio più grande è quello di perdonare le persone che ci fanno disperare e dire GRAZIE a tutte le persone che ci stanno a fianco, chi moralmente, chi fisicamente.

Van Gogh diceva:

“ CHE COSA SAREBBE LA VITA SE NON AVESSIMO IL CORAGGIO DI CORRERE DEI RISCHI?”

e come dargli torto…Ho scelto questa parola, perché sin da bambino ho sempre chiesto e approfondito sul suo significato. Così mi sono reso conto che a volte non riesco a fare qualcosa perché ho paura e non so come affrontare tanti questi ostacoli; ma pensando alla parola “coraggio” ho come una forza che mi spinge e mi fa pensare che ce la posso fare. Dalla scuola, allo sport, alla vita quotidiana, ho bisogno di questa forza, che mi aiuta sempre e mi conferisce autostima. Non potrei vivere senza.

Seguici su:

6 Risposte

  1. Paolo
    | Rispondi

    Bravissimo! Davvero un bel lavoro. Continua così!

  2. Paolo Pairetti
    | Rispondi

    Grazie mille!

  3. Roberto Bianchi
    | Rispondi

    Quante facce ha il coraggio? Forse tante quante ne ha ognuno di noi. L’importante è trovare quella giusta al momento giusto.
    Bravo un bel lavoro e interessanti riflessioni.

    • Paolo Pairetti
      | Rispondi

      Grazie mille! Condivido pienamente.

  4. Silvia Maria Calliero
    | Rispondi

    Questo tuo testo l’ ho apprezzato per la sua semplicità, e complessità insieme, e perché considera davvero tante sfumature della parola coraggio. Bello pensare, come dici, che si nasce coraggiosi, perché entrare in questo mondo effettivamente non è cosa da poco. E per farlo un neonato così piccolo e indifeso, deve veramente attingere al coraggio .Certo, aiuta magari anche l’essere meno consapevoli. Viene da chiedersi come mai si nasce coraggiosi, e poi, nel corso della vita spesso il coraggio si perde. Io credo che sia perché il coraggio è strettamente legato all’entusiasmo. Il bambino e il giovane ne hanno a bizzeffe, di entusiasmo. Poi, come per magia…una brutta magia…può capitare che l’entusiasmo si perda, e così anche il coraggio in molte situazioni della vita. E ti ringrazio anche di aver dedicato una parola di consapevolezza ai professori, che ogni giorno affrontano, dici bene, con coraggio, situazioni non sempre piacevoli, in classi che non sempre sanno rispettare il proprio lavoro. Certo, risibile il coraggio di un professore, rispetto alle grandi prove di coraggio di chi in questi duri tempi si dedica negli ospedali alla salute delle persone, a chi continua a produrre, e a permetterci di avere ogni giorno di che vivere, e anche di più., perché la vita di tutti sia, pur in questo momento, meno difficile e triste. Questa penso sia davvero una delle più lodevoli e belle forme di coraggio.

  5. roberto
    | Rispondi

    Secondo me per bambini e giovani in generale non si tratta di coraggio, ma di incoscienza, Spesso si lanciano in situazioni molto pericolose, senza riflettere e questo fa parte del gioco della vita. E, per fortuna, spesso gli va bene, altrimenti sul pianeta si sarebbe in pochi. È dopo una certa età, secondo me intorno ai 25/30 anni che si comincia a riflettere sui pro e i contro di quello che pensiamo,diciamo o facciamo.
    Il coraggio viene con il tempo ed è un risultato dell’esperienza. Si comincia con la paura e con il riuscire a vincere quella paura con ragionamento e freddezza, valutando le proprie capacità e i propri limiti. Quando sono in grado di capire cosa posso o non posso fare, arriva quell’azione che altri possono considerare coraggiosa. A volte si rischia, e va bene, altre volte si rischia e non va bene. Dagli insuccessi bisogna imparare a venirne fuori, e anche qui c’è chi ci riesce, chi riesce meno e chi non ce la fa.
    Basta ragionare su quali sono state le nostra paure e non lo sono più e come abbiamo fatto a vincerle. A me piace pensare che le abbiamo vinte con la consapevolezza con l’esperienza e sappiamo come affrontarle. Le altre, quelle che ci portiamo dietro da sempre, sono i nostri limiti e dobbiamo imparare a conviverci. Non si tratta di coraggio o non coraggio, si tratta solo di quello che riusciamo o non riusciamo a fare. È la natura. C’è chi corre i 100 m in 10 secondi e chi ci impiega 1 minuto.
    Io per certe cose ho bisogno di un minuto, per altre sono un fulmine. A volte leone a volte coniglio. Quello che ho imparato è che spesso chi vuole fare o si atteggia da leone quasi sempre si rivela un coniglio. Questo è il coraggio di andare oltre le apparenze, non fermarsi davanti a quello che sembra certo, ma scavare per capire qual è la vera natura di chi o cosa ci sta di fronte.

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *