Umberto Saba (1883-1957): vita, poetica e analisi di una poesia

In questo file audio, cercheremo di avvicinarci ad un altro grande letterato triestino del XX secolo, dopo Italo Svevo: Umberto Saba. Di lui leggeremo e commenteremo la poesia Mio padre è stato per me l’assassino (p.713).

Umberto Saba, nato a Trieste nel 1883 e morto a Gorizia nel 1957, è stato uno dei maggiori poeti italiani del Novecento.

La sua opera principale, intitolata Canzoniere, è stata pubblicata per la prima volta nel 1921 e poi arricchita da diversi nuovi capitoli nei successivi venticinque anni.

Il volume si compone di varie sezioni poetiche; tutte insieme esse costituiscono una sorta di romanzo in versi, in cui Saba riflette sulla propria autobiografia e spiega al lettore che il poeta è un po’ diverso dagli altri

Il poeta, secondo Saba, si fa carico dell’analisi profonda della vita altrui, vi riflette sopra, ne assume i dolori, e diviene una solta di piccolo dio dell’espressione, dell’approfondimento delle pene del mondo.

Egli cerca una poesia “onesta”, senza fronzoli, senza superuomini, ma piena di verità, di visioni dal basso dei personaggi del suo tempo che abitano Trieste. La donna è molto evocata nel Canzoniere, un po’ perché lo attrae sessualmente (soprattutto le fanciulle), un po’ perché lo distanzia, lei che dona vita e che pensa a tutto nelle case. Saba, come poeta, vuole pensare e basta; quando lo fa, vuole stare da solo. E’ una sorta di elastico: attrazione-allontanamento (poli opposti causati anche dalle frequenti crisi nervose del poeta). IL comportamento tipico della donna adulta, colei che vuole piacere ma non vuole più sedurre, Saba lo lega a Trieste.

Per lui Trieste è donna: è citta portuale, aperta a tutte le nazionalità, ai commerci, ma è anche riservata, distante per chi la vuole conoscere non solo in modo superficiale.

Saba è il cantore del dolore, anche unpo’ melodrammatico:il dolore dell’Io di un poeta che si fa carico delle vite degli altri e le racconta con il lessico più informale possibile, utilizzando le strutture metriche della grande tradizione classica italiana (ad esempio il sonetto).

Le pagine di riferimento per questo contenuto sono le seguenti (antologia d’italiano delle classi quinte): pp. 687-689; 696-698; 700-702; 713.

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