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Una fiaba scritta da noi

Scrivere una fiaba sembra la cosa più semplice del mondo: un po’ di fantasia, qualche personaggio, una storia semplice e per bambini e tutto sembra a posto. Invece non è molto facile strutturare una fiaba. Con la classe IB della prof.ssa Calliero si è provato a elaborarne una, utilizzando alcune delle funzioni narrative indicate dal semiologo e linguista russo Vladimir Propp (per identificarle meglio le abbiamo evidenziate con il carattere maiuscolo). E’ nata una fiaba moderna, un po’ sghemba magari, ma assolutamente a km zero. Vi piace? Commentatela dopo averla letta!

SITUAZIONE INIZIALE

C’era una volta un miliardario molto esuberante, educato e altruista, di nome Ciruzzo.

ACCADIMENTO IMPREVISTO

Improvvisamente la moglie ebbe un infarto e morì; da quel momento Ciruzzo divenne triste, solitario e iniziò a bere, spendendo tutto il suo denaro.

DELAZIONE

Suo fratello, Gennarino, invidioso di lui, raccontò al paese in cui vivevano che era stato il miliardario ad uccidere la moglie.

DANNEGGIAMENTO

I compaesani, arrabbiati con lui, gli devastarono la casa che gli era rimasta.

AIUTANTE

Un giorno, una lucertola parlante sussurrò a Ciruzzo che lo spirito di sua moglie si era reincarnato in lei. Gli disse: “Non abbatterti, so che non sei stato tu ad uccidermi. Per discolparti, ti dono questa mappa che conduce a una statua. Qui troverai le prove della tua innocenza”.

RICERCA

Ciruzzo iniziò il suo percorso, ma purtroppo, a metà strada, incrociò suo fratello. Prima che i due si salutassero, ricomparve la lucertola che consigliò a Ciruzzo di fare finta di nulla e di andare per la sua strada. I due fratelli si salutarono e poi Ciruzzo continuò il suo percorso.

RICONCILIAZIONE

Gennarino, incuriosito, lo seguì per ucciderlo. Prima di colpirlo, venne fermato dalla lucertola che gli disse: “Basta così, non essere più invidioso di tuo fratello; cerca di volergli bene come lui te ne vuole.” I due andarono insieme alla statua, dopo aver fatto pace, e trovarono un piccolo scrigno contenente le prove dell’innocenza di Ciruzzo.

CONCLUSIONE

Gennarino, pentito, iniziò a piangere e disse a tutti la verità sul fratello, ammettendo di averlo calunniato per gelosia. Da allora, i due fratelli vissero felici e contenti.

  1. Roberto Bianchi
    | Rispondi

    In questa breve racconto c’è buona parte dei drammi umani! Peccato solo per il finale a lieto fine, cosa che purtroppo non sempre la vita ci regala🤣🤣
    Bravi tutti e continuate a scrivere, l’unica cosa che insieme ai bei panorami della natura può aiutarci a sopportare le carogne come Gennarino.

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