Le civiltà degli amerindi (1490-1533)

Probabilmente, gli amerindi si installarono in America, provenendo dall’Asia, circa 20000 anni fa.

Erano soprattutto tre popolazioni:

Aztechi (Messico), Maia (Yucatan), Incas (dall’Ecuador al Cile)

I Maya furono una civiltà iniziata nel 1500 a.C. e maturata tra il 300 e il 900 d.C. La loro struttura di stato prevedeva una serie di città stato indipendenti. Il potere era nelle mani dei sacerdoti, che vivevano all’interno di templi che erano collocati al centro delle città.

I Maya erano in grado di costruire canali e di coltivare mais. La loro scrittura era fonetica (come la nostra) e ideografica (con simboli che significavano idee o parole); inoltre avevano sviluppato conoscenze astronomiche e matematiche di avanguardia, superiori a quelle europee. Lo stato di avanzamento tecnologico era notevole nonostante i Maya non conoscessero l’utilizzo della ruota, dell’aratro e del ferro.

Gli Aztechi erano invece arrivati in Messico nel 1200 d.C., partendo dal nord America. La loro capitale era Tenochtitlan, a 2300 m. Era una città costruita sull’acqua, come Venezia, con un sistema di ponti e di canali. Nella città vi era già un acquedotto con acqua potabile per gli abitanti.

Anche gli Aztechi avevano grandi templi dove però si consumavano sacrifici umani.

Gli Inca invece abitavano in condizioni esrteme, su di un’altitudine media di 3500 m. Anche gli Inca erano abili ingegneri, costruendo templi a gradoni, pur non possedendo la conoscenza della ruota. Essi non usavano denaro, ma si scambiavano prodotti e oggetti diversi. I loro campi producevano mais, patata ed erano adibiti ad allevamenti, soprattutto di lama. I cittadini erano obbligati ad una sorta di corveés per realizzare i lavori pubblici.

Le violenze dei Conquistadores

Hernan Cortes, uno dei più spietati conquistatori spagnoli del nuovo mondo, fu l’autore del massacro degli Aztechi in Messico. Egli, ricevuto come un dio dagli indigeni, volle approfittarsi di loro per strappare a queste popolazioni oro e argento, di cui disponevano in grande quantità attorno al 1520. Egli distrusse l’impero azteco un po’ usando le poche armi da fuoco che aveva con sé, un po’ utilizzando le rivalità dei popoli sottomessi dagli Aztechi. Inoltre, lo sterminio dei locali venne completato da un’epidemia di vaiolo.

Distrutte le strutture di governo antiche, Cortes fece diventare il loro territorio il “Nuovo Messico”, governato da un viceré spagnolo.

In Perù, attorno al 1532, fu invece Francisco Pizarro a distruggere le strutture dell’impero Inca, sempre per oro e argento. Egli impose al re inca Atahualpa di convertirsi al cristianesimo e al Re di Spagna. Al suo rifiuto, gli spagnoli sterminarono la corte del re inca e si fecero pagare un grande riscatto per rilasciarlo; Atahualpa fu invece ucciso dopo il pagamento dell’oro concordato. Nel 1533 Pizarro prese la capitale Cuzco e rese il Perù un vicereame di Spagna.

Le caratteristiche più importanti del dominio spagnolo erano queste: le colonie americane erano rette da un vicerè, vennero sfruttate tutte le miniere d’oro e d’argento dei territori sottomessi, i colonizzatori diventavano proprietari delle terre che coltivavano, dando così una mano ai rampolli di quelle famiglie o agli avventurieri spagnoli che in Europa non avrebbero avuto fortuna; essi potevano ridurre in schiavitù le popolazioni locali, ma anche comprare schiavi dall’Africa (commercio in cui eccellevano i portoghesi). Inoltre si applicarono le regole del feudalesimo europeo, ormai al tramonto nel vecchio continente: i coloni dovevano essere trattati come i signori feudali e dovevano proteggere i loro coloni educandoli al cristianesimo; potevano inoltre richiedere da loro lavoro gratuito (come le corvées).

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